Marta Pellizzi 📢
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Telegram Trainer e Digital Marketing Strategist per aziende e freelance.

Sul mio canale ricevi guide gratuite al funzionamento di Telegram. Per trovare nuovi clienti con Telegram leggi t.me/martapellizzi/903.

Informazioni e richieste: @pellizzimarta
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Ringrazio Alessandra Perotti per aver contribuito con il suo testo ad arricchire quest'iniziativa. Il progetto relativo al guest posting per il mio canale Telegram non poteva non iniziare con una professionista della scrittura come lei.

Alessandra è editor, autrice di testi dedicati alla scrittura, coach, cultrice in autobiografia e ideatrice del format per la crescita personale "Vision".

Come usare la punteggiatura su Telegram
di Alessandra Perotti

Telegram ha la particolarità di fornire ai suoi utenti contenuti informativi ed esclusivi. Consente di seguire e approfondire i propri interessi, di aprire e gestire canali rivolti ad un pubblico ben definito.

Si tratta di un sistema di comunicazione immediato, diretto, mi piace definirlo “a voce sola” non perché non ci sia interazione ma perché è un suono pulito, non disturbato, senza il brusio che si avverte attorno su altre piattaforme.

La scrittura in Telegram è particolare: le stonature, le esagerazioni ingiustificate, gli errori si notano ed emergono con maggior evidenza. Proprio perché l’attenzione è molto concentrata sul contenuto scritto.

Stile e ritmo: le parole d’ordine. Che cosa contribuisce a creare stile e ritmo?

La punteggiatura.

Io bandirei dai testi di Telegram i puntini di sospensione: usati senza un preciso scopo provocano pause inutili con l’effetto di stancare il lettore. Se si tratta di testi informativi hanno ancora meno ragione di essere utilizzati.

Il punto – a conclusione di frasi semplici, chiare ed essenziali – dovrebbe regnare sovrano. Concedetevi di andare a capo con più frequenza e dove possibile lasciare un doppio invio tra una riga e l’altra. Questo consente di dare respiro alla scrittura e quindi alla lettura.

Anche gli incisi sono molto utili – intendo i due trattini come questi che isolano una parte del discorso – e sono da preferire alle parentesi, un segno grafico poco discreto.

Sapete chi viene sempre in nostro aiuto? I due punti.

Ci permettono di non abusare delle relative. Ecco un esempio: “Ho acquistato il libro di M.T., voglio dirti che mi è piaciuto e che te lo consiglio” può essere snellito in “Ho acquistato il libro di M.T: mi è piaciuto e te lo consiglio”. I due punti aprono una finestra su concetti che vogliamo chiarire o a volte sottolineare: usateli di più.

Non abusate di punti esclamativi, fanno sempre effetto fumetto: del resto è proprio da qui che deriva questo segno di punteggiatura e in ogni caso basta usarne uno solo e non tre o quattro di fila.

Conoscete il punto esclarativo? Si tratta di un punto di domanda sormontato da un punto esclamativo. Da conoscere è interessante ma sconsiglio di usarlo.

La punteggiatura su Telegram è chiara, semplice e incisiva come devono essere i nostri contenuti.

Grazie per aver letto questa breve guida, se hai interesse ad approfondire argomenti relativi alla scrittura per migliorare la tua comunicazione ti invito sul mio canale Telegram @writingway dove potrai anche scoprire la scrittura consapevole e strategica contenuta nel libro Vision.

Tag: #GuestPost
📢 @martapellizzi
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Voglio lanciare il secondo guest post per questo progetto ringraziando chi ha scritto il testo: Paolo Fabrizio. Nella mia iniziativa non ho potuto fare a meno di coinvolgere chi ha trattato per la prima volta al mondo l'argomento Telegram-customer service parlandone nel suo libro "Vendere con il servizio clienti".

Paolo è esperto di digital e social customer service, formatore e autore di diversi testi sull'argomento. Il suo ultimo libro "Vendere con il servizio clienti" tratta pure l'utilità di Telegram per il customer service.

Come utilizzare Telegram per offrire customer service
di Paolo Fabrizio

Il mondo del servizio clienti è in fermento. Come consulente e formatore specializzato in digital customer service respiro ogni giorno questa rivoluzione aiutando le imprese a sfruttare le opportunità e le sfide del servizio clienti digitale. Infatti in questi ultimissimi anni i clienti hanno alzato l’asticella delle proprie aspettative e dall’altro le imprese hanno un’opportunità senza precedenti: attrarre e fidelizzare clienti grazie alla qualità del servizio offerto utilizzando i canali digitali.

I canali di assistenza digitale e soprattutto le app di messaging come Telegram sono destinate a crescere ulteriormente per alcuni motivi:

1️⃣ Piacciono a clienti perché sono facili da utilizzare e anche alle imprese perché le conversazioni sono private, a differenza di ciò che avviene sui social network
2️⃣ Le principali piattaforme digitali hanno già iniziato ad integrare Telegram all’interno delle loro soluzioni omni-canale
3️⃣ I gruppi e i canali Telegram sono ottimi strumenti per comunicare con i clienti, siano essi interni o esterni: i gruppi per offrire assistenza ai tuoi collaboratori, alle tue filiali o al tuo team commerciale, mentre i canali per offrire customer service in modo proattivo. Ciò sigifica dare informazioni utili ai clienti in modo da anticipare e prevenire le loro domande. Ad esempio pubblicare video tutorial che aiutano i clienti ad utillizzare al meglio i prodotti/servizi che hanno acquistato. Sia quindi nella fase di ‘onboarding’ del cliente, sia quelle di assistenza pura, allegerendo i volumi di conversazioni su canali di assistenza come ed esempio il telefono e l’email.

Prima di salutarti ti invito nel mio canale Telegram @customerserviceculture dove pubblico ‘pillole’ di approfondimento sul servizio clienti digitale. Inoltre ti segnalo il mio nuovo libro Vendere con il servizio clienti e il nuovo kit online per integrare i canali digitali nel servizio clienti.

Ringrazio infine Marta Pellizzi per avermi ospitato nel suo canale Telegram, un appuntamento quotidiano che è diventato per me imperdibile.

Buone conversazioni, buon customer service!

Tag: #GuestPost
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Questo mese ospite del programma guest post Giovanni Ronci, autore di libri e contributor per il mio "Rivoluzione Telegram". Grazie Giovanni per aver aderito alla mia iniziativa e aver realizzato il terzo guest post del 2019.

Giovanni è blogger e formatore, dedica ogni giorno ad apprendere e mettere in pratica le nuove forme del business online. Autore di "Blog" e "Infoprodotti 2.0".

L'importanza del nurturing via Telegram
di Giovanni Ronci

Telegram non è un social network. Telegram serve per comunicare.

E comunicare, in fondo, è l’essenza stessa del nurturing: quella di “nutrire” la relazione che stai creando con i tuoi lettori. L’obiettivo? Sempre il solito (relativamente al business): spostare le persone all’interno del loro viaggio nel tuo mondo di prodotti e servizi.

Considera che dopo un po’ avrai persone iscritte da un momento, così come persone che già ti conoscono, fan di lunga data, clienti che hanno comprato e ricomprato da te. Per continuare a interessarli tutti (non puoi “segmentarli” in gruppi diversificati) credo che la ricetta migliore sia quella di fare un mix di contenuti eterogenei.

Informare e formare su concetti specifici, condividere prove, strumenti, approcci. E, chiaramente, mostrare come ottenere il massimo da prodotti e servizi già acquisiti. Un mix capace di coinvolgere le persone, tenerle attive sulle cose che fanno, fornire loro conoscenze e risposte ai problemi più diffusi.

E quindi? Telegram serve o non serve per vendere?

Fare nurturing è “nutrire” la fame di conoscenza, di benefici e di miglioramento dei tuoi singoli utenti. Se una persona vuole andare in vacanza, alla fine vorrà comprare il biglietto. Ci vuole andare, lo vuole lui. Se sarai bravo a mostrargli un posto meraviglioso, in linea con quello che vuole e cerca, con il prezzo che si aspetta, senza i pericoli con cui non vuole avere nulla a che fare, puoi star certo che comprerà il biglietto.

E se non sarai tu a venderglielo, potrebbe esserne addirittura dispiaciuto, e comprare comunque da un altro, perché quello, alla fine, è davvero ciò che vuole.

Il nurturing è dunque essenziale nella tua strategia di marketing. Tuttavia, come per il mail marketing, non puoi fare solo quello, non avrebbe senso né per te né per il tuo potenziale cliente. Cioè, prima o dopo sto personaggio ci vorrà andare in vacanza, no? 😂

Allora lo vuoi vendere quel biglietto? O pensi non sia etico? Credimi, la tua unica preoccupazione dovrebbe essere quella di non vendere biglietti scaduti.

Ancora una volta, dovrai progettare contenuti che diventino risposta alle esigenze dei tuoi clienti o potenziali tali, e non preoccuparti di essere generoso, perché tutto servirà per farti apprezzare, far scoprire il tuo mondo, e creare la relazione che porterà al successo il tuo business.

Spero di averti portato al nocciolo della questione: devi alimentare il volano del tuo business online. Continua a farlo girare mantenendo i tuoi clienti attuali (nurturing), facendo in modo che acquistino ancora offrendo sempre più valore, e portando all’interno nuove persone, attratte dall’unicità dei tuoi contenuti e di quello che fai.

Marta (che ringrazio per l’invito) saprà guidarti perfettamente nell’implementazione di strategie specifiche o alla scoperta dei segreti di questo meraviglioso sistema di comunicazione che è Telegram. Se poi ti interessasse saperne di più sul business online, allora ti invito a visitare il mio blog.

Prima di salutarti ti invito nel canale Telegram @blogchefunzionano, cogestito con Sergio Albertini e per approfondire i temi legati al blogging a leggere Blog. Come scrivere un post perfetto.

Tag: #GuestPost
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Questo mese ospite della rubrica #GuestPost è Antonio Cecere.

Antonio si occupa di coaching strategico da quasi 10 anni, dopo un trascorso come responsabile clienti in una S.p.A. È ideatore di uno speciale metodo per liberare la propria natura manageriale ("Natura di manager").

Sviluppo personale e aziendale con Telegram
di Antonio Cecere

Se utilizzi Telegram anche per lavoro è probabile che tu sia un imprenditore o un libero professionista. Per "imprenditore" non intendo un titolare di piccola, media o grande azienda in senso stretto. Ognuno di noi è imprenditore di se stesso: un freelance, il responsabile di un reparto e qualsiasi altro lavoratore.

I cambiamenti epocali che stiamo vivendo ci spingono ad assumere una mentalità di creazione, non soltanto di fruizione o di imitazione. Oggi prendersi la responsabilità di creare per risolvere i bisogni di mercato vuol dire risolvere soprattutto i bisogni delle persone.

Gli strumenti digitali come Telegram sono utili come mezzo, ma ci occorre individuare l’obiettivo del nostro rapporto.

Ho individuato 3 bisogni fra i più importanti sia per noi stessi che per il nostro pubblico.

1️⃣ Soddisfare l’esigenza di fiducia

Stephen Covey afferma: «Alla velocità della fiducia». La fiducia diventa il fattore che facilita o che - in sua assenza - ostacola lo sviluppo di qualsiasi relazione, e quindi di qualsiasi progetto. Poniamoci alcune domande:

📌 Come possiamo, anche attraverso Telegram, aumentare la fiducia nei nostri confronti?
📌 Come può uno strumento come Telegram permetterci di generare fiducia nel nostro pubblico?
📌 Attraverso quali prassi, metodi, parole, iniziative possiamo muoverci per far crescere la fiducia del nostro pubblico?

2️⃣ Comunicare in linea con i nostri valori

Come facciamo a scegliere il nostro tono di voce quando comunichiamo? Ritengo che occorra coniugare i nostri valori con ciò che è utile e piace al nostro pubblico.

A questo punto: abbiamo una mappa chiara dei nostri valori? Per identificarla, uno spunto è porsi queste domande:

📌 Per che cosa voglio essere riconosciuto?
📌 Per che cosa, invece, non voglio essere riconosciuto?

Elenchiamo al massimo 5 valori e valutiamo se la nostra comunicazione è in linea.

3️⃣ Avere una visione “oltre”

Come imprenditori di nuova generazione (o di vecchia, che si converte a nuova) il nostro progetto di crescita personale, aziendale e di business è legato al fatto che va oltre se stesso. Nella vecchia visione, invece, l’ego guarda soltanto alla propria sopravvivenza, il cliente e gli altri sono visti solo in una ottica utilitaristica.

La nuova generazione di imprenditori va oltre e si chiede: «Come posso, attraverso il mio successo, far crescere anche quello degli altri?» ; «Come posso con il mio contributo imprenditoriale e professionale aiutare il contesto ad evolvere?».

Su queste basi nasce il nuovo concetto di leadership, che è la capacità di creare un contesto favorevole affinché tutti possano esprimere al meglio il loro potenziale. Per distinguerla dal vecchio modo di intendere la leadership ho pensato di chiamarla soul leadership. Proviamo ad applicarla a Telegram:

✔️ Trasmettere una visione oltre noi stessi
✔️ Comunicare il tentativo di creare un contesto favorevole all’espressione del pubblico
✔️ Fare intendere che siamo interessati al miglioramento dell’intero contesto e che ne vogliamo essere parte contributrice

Sono fiducioso che le questioni poste siano utili a potenziare l’utilizzo di Telegram, con l’aggiunta di nuovi elementi nella nostra comunicazione.

Alcuni spunti qui trattati sono presenti nella guida gratuita Diventa leader manager coach, che è possibile scaricare ora.

Ringrazio Marta per avermi ospitato sul suo canale dandomi l'opportunità di trattare un argomento che mi sta a cuore. I feedback potranno pervenirmi in privato a @antoniocecere.

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Tag: #GuestPost
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Questo mese ospite della rubrica #GuestPost lo sviluppatore di bot Telegram noto a tutti come Bruno.

Bruno è uno studente di informatica che per hobby sviluppa bot Telegram da alcuni anni. I suoi bot, idonei per la gestione di gruppi e canali, sono tra i più noti in Italia e a livello internazionale. In particolar modo ho trattato il bot Channel Help nel libro "Rivoluzione Telegram".

Come automatizzare la gestione di un gruppo Telegram
di Bruno

Su Telegram è importantissimo avere e saper utilizzare questo strumento incredibile che sono i canali; tuttavia sappiamo bene che l'interazione con i propri iscritti, in tale ambito, è limitata o comunque non diretta.

Per sopperire a questa mancanza si può utilizzare o la classica chat privata o un altro dei grandi mezzi largamente sviluppati da Telegram: i gruppi.

I gruppi sono utilissimi per creare un contatto diretto con le persone che ci seguono, e a differenza delle chat personali, permettono di formare una community di utenti attorno al medesimo interesse.

Ed è qui che entrano in gioco quelli che generalmente vengono chiamati bot di gestione o di amministrazione dei gruppi.

Cosa sono?

Sono dei bot che hanno un insieme, spesso molto vasto, di funzioni dedicate a semplificare la gestione di un gruppo ai suoi amministratori.

Il bot di gestione più utilizzato a livello italiano è @grouphelpbot, un mio bot, che vanta oltre 3 anni di servizio ininterrotto, sempre in costante miglioramento e che nel tempo ha saputo affermarsi per semplicità d'uso, qualità e affidabilità.

Anche per una persona che si affaccia per la prima volta al mondo dei gruppi Telegram, le funzionalità di base sono tutte dettagliatamente spiegate e facilmente usabili, e man mano che si acquisisce esperienza è possibile accedere a una panoramica di funzioni che semplificano incredibilmente la gestione del gruppo e migliorano l'esperienza utente dei suoi membri.

Alcune delle funzionalità più importanti sono quelle dedicate alla sicurezza: è importante che i nostri iscritti siano al sicuro nel gruppo ed esso deve essere sempre istantaneamente pulito sia da pubblicità indesiderate di terze parti che da tentativi, da parte di utenze malevole, di danneggiare il gruppo con contenuti non consoni, agendo anche di prevenzione oltre che di soprressione.

Group Help è quindi un amministratore intelligente, online 24 ore su 24, pronto ad eseguire le operazioni che altrimenti dovresti svolgere ogni giorno manualmente.

Cito qualche altra funzione che sicuramente potrà farti comodo: messaggi di benvenuto, programmazione di post (con funzionamento ricalcato da Channel Help), comandi personalizzati e gestione del regolamento.

Non resta che creare il tuo gruppo, avviare il bot e seguire le istruzioni per utilizzarlo.

Ringrazio Marta per avermi dato la possibilità di illustrare il potenziale di questo mio bot e per averne parlato al #TelegramDay di lunedì 27 maggio. Spero che l'uso dei miei bot possa essere un buon punto di partenza per creare delle belle esperienze di community vive su Telegram!

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Tag: #GuestPost
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Questo mese ospite della rubrica #GuestPost il super Giorgio Taverniti.

Giorgio
è imprenditore, divulgatore tecnologico, appassionato del mondo social ed esperto SEO, con un debole per Telegram (ha anche un canale: "FastForward").

L'importanza di Telegram nella promozione dei video
di Giorgio Taverniti

A settembre del 2015 nascevano i canali Telegram. Un giorno dopo aprivo quello dedicato a @fastforward.

Il motivo è semplice: YouTube, nel corso del tempo, ha fatto degli errori clamorosi. Da Google erano convinti che Google+ fosse il social giusto e unendolo a YouTube avrebbero strafatto.
In pratica hanno solo rallentato la crescita di YouTube e si sono persi un sacco di opportunità.

Altri li hanno superati: da Twitch alle live, dai video a 360° alle stories. Poi YouTube si è staccato da G+, si è ripreso, e sta dando delle dimostrazioni di forza incredibili tornando a brillare.

Ma nel frattempo gli YouTuber hanno aperto le loro succursali: chi l’account Facebook, chi Instagram, chi Twitter. Per fare cosa?

Per parlare con il proprio pubblico. Segnalare video. Dare anticipazioni. YouTube si è fatta fregare e non è riuscita a prendere questa fetta, ad oggi in nessun modo. E con i vari problemi alle notifiche hanno creato un ottimo mercato per altri social.

In questo contesto, per i video, si inserisce Telegram e i suoi canali. Quasi come una newsletter, meglio di qualsiasi altro social per questo.

Nella promozione di un video a cosa può servire oltre la segnalazione?

Ecco:

1️⃣ Esclusività: un canale privilegiato, dove condividere cose che non si condividono da altre parti, dove poter seguire più da vicino le attività di una persona (per intenderci: la Telegram Formula descritta da Marta nel suo libro). Non è solo segnalazioni.

2️⃣ Partecipazione: le persone possono partecipare alla creazione del video con i sondaggi, per esempio. Chiedere del prossimo video, del prossimo argomento, cosa si vuole approfondire, cosa meglio fare. Partecipare insieme.

3️⃣ Spiegazione e anticipazioni: spiegare una risposta data a una persona in un commento, anticipare una motivazione che spinge a fare un video, dire qualcosa che non si dice pubblicamente. È qui che si può creare un legame forte con le persone che ci seguono.

4️⃣ Commenti successivi: quando il video ha terminato il suo picco, commentarlo, dare approfondimenti.

Insomma, è determinante, perché può spiegare tutto quello che c’è dietro a un video, può entrare nei dettagli e far comprendere a chi ci segue cosa facciamo.

Non si può fare durante il video, non puoi fermarti ogni 30 secondi a specificare delle cose. Telegram rafforza il linguaggio con la propria community andando a sviluppare una consapevolezza in chi ci segue molto più alta degli altri.

In questo modo queste persone ci aiuteranno nel gestire qualsiasi tipo di commento, incominceranno non solo a rispondere agli altri nei commenti, ma a comprendere davvero i nostri video.

I video sono complessi. Già noi usiamo le stesse parole e non ci capiamo. Perché ognuno quando usa una parola pesca il significato nel proprio vissuto. Figuriamoci con i video che casino che succede.

Telegram ci permette di mantenere un dialogo costante con le persone che ci seguono, rafforzare i rapporti, far capire chi siamo.

Usare Telegram come un modo per rafforzare questo legame può essere la mossa vincente.

Forse Telegram, fra tutti, è il canale più intimo. Forse, il più vero.

Grazie per avermi letto e grazie a Marta dei preziosi consigli sui bot che mi diede tempo fa e per avermi ospitato qui. È sempre un piacere poter condividere quelle poche cose che impariamo nel tempo. Vi invito a partecipare al Forum GT: la più grande community italiana sul digital marketing.

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Tag: #GuestPost
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Questo mese ospite della rubrica #GuestPost il mitico Giacomo Lucarini.

Giacomo è consulente in ambito web marketing e da tempo ha un canale di podcast nativi proprio su Telegram: "Web, social e cultura".

Come creare un podcast con gli audio nativi di Telegram (PARTE 1)
di Giacomo Lucarini

Telegram è uno strumento versatile, potente e incredibilmente facile da utilizzare.

Da quando l’ho conosciuto me ne sono innamorato, e dopo pochissimo ho deciso di trasferire lì una delle attività che mi piacciono di più: creare contenuti.

Ho creato un canale che nel giro di poco tempo è diventato un podcast.

Gli audio nativi di Telegram sono infatti uno strumento eccezionale per entrare in contatto con le persone e “trascinarle” in un particolare contesto.

Nel mio caso, un canale dove si parla di web, social media e cultura digitale.

Nel momento in cui scrivo il canale ha quasi 800 contenuti (gran parte audio) e ha superato gli 850 membri.

Tutto questo senza alcuna promozione a pagamento.

Gli iscritti sono arrivati da diverse fonti: social (soprattutto Instagram, dove nelle stories linko ogni contenuto), blog, collaborazioni Telegram come quella con Marta, e poi credo e spero passaparola positivo.

Questo mi permette di avere diversi feedback ogni volta che pubblico qualcosa: messaggi diretti, domande, richieste di collaborazione.

Insomma, un vero e proprio strumento di personal branding professionale. Ma anche e soprattutto un’attività stimolante e divertente.


Come si crea un podcast su Telegram?

Innanzi tutto devi volerlo.

Non fraintendermi, non sono uno di quelli che “devi volerlo fortissimo e ci riuscirai”, ma prendersi un impegno di questo tipo è sempre una cosa seria e va preso con la giusta mentalità.

Se non hai in mente di impegnarti a lungo termine e in modo continuativo e strutturato, lascia perdere. 😉

Ne ho visti a decine di canali, magari anche interessanti e fighissimi, che sono naufragati nel corso del tempo, spariti e inghiottiti nel nulla.

Servono motivazione, pianificazione e soprattutto costanza.

Ricorda, la frequenza di aggiornamento è molto, molto importante per decretare il successo della tua avventura, di qualunque natura sia.

La frase che accompagna il mio podcast Web, social e cultura è “Ogni giorno un contenuto utile per te”.

Cerco di rispettare questa promessa come un impegno, verso i miei ascoltatori e verso di me.

La rispetto sempre? No.

Ma ci metto tutto me stesso: il podcast è nato da una sfida personale, e si è trasformato da un impegno stimolante a una realtà fruttuosa dopo un anno circa.

Continua a ottobre 😃

Intanto ringrazio Marta per aver ospitato la prima parte del mio articolo. Nel frattempo passa dal canale @lucarinigiac e ci rileggiamo presto per la seconda parte del pezzo.

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Tag: #GuestPost
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Questo mese nuovamente ospite della rubrica #GuestPost il mitico Giacomo Lucarini.

Rileggi la prima parte dell'articolo qui.

Come creare un podcast con gli audio nativi di Telegram (PARTE 2)
di Giacomo Lucarini

A me piace molto la “struttura magazine” anche nei contenuti di tipo non-editoriale.

Per questo l’aspetto che ho dato al mio podcast su Telegram è tanto semplice quanto preciso: una copertina che anticipa l’argomento e poi l’audio vero e proprio.

Se necessario, a seguire pubblico un link relativo all’argomento che ho affrontato.

Non devo certo dirti quanto l’aspetto visuale sia importante per dare riconoscibilità e appeal al tuo canale e ai tuoi singoli contenuti, quindi ribadisco: crea un’identità visiva e brandizza ogni singola uscita.

Cosa utilizzo per creare le copertine? Canva, versione desktop e mobile.

Ho creato un template, un modello modificabile con pochi punti fissi: immagine di sfondo, box per evidenziare il testo, titolo del podcast e nome del canale sempre presente.

Il resto è il cuore dell’attività: l’audio.

Cosa utilizzo?

Lo smartphone. Davvero, non mi complico la vita in nessun modo: ti basti sapere che gran parte degli audio li ho registrati durante spostamenti in auto, a volte con le cuffie, a volte senza.

Ho un microfono esterno che uso sporadicamente, ma di ottima qualità (il RODE VideoMicro).

Il resto è attività preparatoria: leggere molto, leggere sempre, seguire i migliori blog internazionali su comunicazione e marketing digitale, sperimentare in prima persona sui miei canali, trarre insegnamenti dalle esperienze professionali, eccetera.

Non devi essere eccessivamente formale, a meno che tu non stia affrontando una realtà aziendale o di natura “seria”.

Parlare di quello che fai è ok, a patto di non essere troppo autoreferenziale, che finisce per essere fastidioso.

Ma soprattutto, realizza contenuti davvero utili e che possono aiutare a costruire qualcosa o a riflettere i tuoi ascoltatori.


Come promuovere un podcast creato su Telegram?

Il segreto è sempre la condivisione.

Fissa in alto un messaggio dove inviti a contattarti o a condividere il canale e i suoi contenuti.

Fai lo stesso direttamente negli audio, con la voce.

Trasforma il contenuto vocale in altre forme (video, immagini, stories) e pubblicalo sugli altri social network.

Fine! 😃

Ringrazio ancora Marta per avermi ospitato. Spero di averti fornito il necessario per creare un tuo canale di audio-podcast. Ti aspetto su @lucarinigiac per conoscerci meglio.

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Tag: #GuestPost
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Questo mese è ospite della rubrica #GuestPost Giuseppe Arduino.

Giuseppe
è informatico, aiuta le aziende a concentrarsi sul proprio business attraverso la filiera tecnologica Nextip e le soluzioni di smartworking dedicate al mondo dei contact center. Per Nextip cura l'omonimo canale Telegram.

Telegram e CRM: da comunicazione a conversazione
di Giuseppe Arduino

Lungo la via che ti porta al lavoro ci sono diversi bar. Eppure, ogni mattina, fai colazione quasi sempre nello stesso posto. Quella sensazione che provi quando Mario ti saluta dicendo: “Solito cappuccino con poca schiuma?” e “Ti ho messo da parte la brioche integrale con il miele”.

Quello che succede è che Mario, grazie alla sua memoria storica, conosce i nostri comportamenti e gusti e quindi ci permette di avere una esperienza personalizzata ed allo stesso tempo rapida che in un contesto frenetico come quello di oggi, sicuramente non può che essere di nostro gradimento.

Ed è forse in quello stesso bar che, qualche tempo fa, si sono incontrati Telegram e il software CRM (Customer Relationship Managment). Ed è stato amore a primo… contatto.

L’immediatezza di Telegram e la capacità di correlazione dei dati di un CRM possono infatti trasformare una semplice comunicazione, tipicamente monodirezionale, in conversazione, cambiando profondamente l’esperienza del cliente e di conseguenza la percezione del tuo brand.

I due software sono infatti complementari: Telegram è perfetto per la comunicazione istantanea ma non ha strumenti e soprattutto una struttura che permette di catalogare i dati. D’altra parte, il CRM è proprio orientato a organizzare in modo preciso ed efficace i dati per permetterne un semplice e veloce recupero quando necessario, ma manca spesso della componente comunicativa.

Cosa possiamo fare nella pratica?

1️⃣ Creare una chat live con i nostri clienti salvando lo storico dei contatti per non perdere informazioni che possono essere utilizzate successivamente per prendere decisioni. Ad esempio è possibile implementare delle logiche nel momento in cui le chat archiviate sono classificate come negative diventa possibile avviare dei programmi specifici di contatto al cliente magari su altri canali come quello telefonico.

2️⃣ Erogare servizi automatici di assistenza. Equipaggiando Telegram di un bot è possibile raccogliere dal cliente i dati necessari per poi interfacciarsi con il CRM per recuperare le informazioni da inviare al cliente oppure eseguire l’operazione richiesta. Alcuni esempi sono: conoscere lo stato dell’ordine; richiedere e fissare in autonomia un appuntamento/visita; avere accesso ad informazioni ricorrenti (FAQ).

3️⃣ Implementare servizi di notifica istantanea al posto degli sms non necessariamente a scopo commerciale, ma anzi per dare valore aggiunto ai clienti. Ad esempio: notifica dell’invio del prodotto, avvisi di scadenza di un servizio in abbonamento.

E chissà che un giorno per effettuare un nuovo ordine ci basterà scrivere su Telegram: “Mario, il solito!”.

Da dove iniziare?

In Nextip crediamo che ci sia un solo un modo per ottenere di più dal proprio contact center e dal servizio clienti: concentrarsi esclusivamente sul proprio core-business affidandosi a partner tecnologici capaci di seguire la crescita aziendale. Per questo condividiamo ogni settimana via Telegram risorse che permettano un utilizzo più consapevole delle tecnologie. Per ricevere anche tu le risorse riservate iscriviti al canale Telegram @nextip2010.

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Tag: #GuestPost
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⭐️ GUEST POST CON SORPRESA

Questo mese per la rubrica #GuestPost è ospite Giovanni Ronci.

Giovanni è blogger e formatore, dedica ogni giorno ad apprendere e mettere in pratica le nuove forme del business online. Autore di "Blog" e "Infoprodotti 2.0". Adora Telegram ed è stato relatore al #TelegramDay dello scorso maggio.

Buyer Personas: cosa sono e quanto contano nella comunicazione
di Giovanni Ronci

Se mi dovessero chiedere quale sia uno dei pilastri fondamentali del business online, ti risponderei senza indugi: le Buyer Personas, la rappresentazione virtuale del tuo cliente ideale.

Avatar creati su basi realistiche, concrete e rilevanti affinché abbiano senso (e utilità) per gli obiettivi del tuo business, il cui scopo ultimo è quello di esplicitare tutti gli elementi fondamentali utilizzabili a qualsiasi livello di comunicazione.

Le buyer personas ci permettono in pratica di comunicare in modo corretto, per creare empatia, chiarezza e fiducia. Sono imprescindibili per poter concretizzare ogni vendita, soprattutto online.

Il problema è capire proprio quali siano gli elementi rilevanti, nella creazione delle buyer personas.

Non si tratta di rispondere semplicemente a delle domande. Non si tratta solo di dire: Luisa, 50 anni, vive a Bologna, usa il computer e internet, vorrebbe un prestito di 20.000 euro per un progetto personale, non è (solo) questo.

Dobbiamo scovare i “perché” più importanti per Luisa.

Dobbiamo capire (per esempio studiando i dati aziendali se l’azienda è già presente e ha già un portafoglio clienti) o immaginare i perché Luisa voglia un prestito. Perché si prenderebbe una responsabilità del genere? Perché proprio ora, a 50 anni?

È solo facendoci domande più profonde che potremmo capire le reali esigenze: Luisa ha un’unica figlia, Giorgia, e vorrebbe in ogni modo aiutarla per permetterle di fare un master di specializzazione all'estero. È la sua vita. Per lei farebbe tutto.

Tutto.

Dal punto di vista dell’azienda che eroga il prestito, è importante rivolgerci a persone che abbiano una posizione finanziaria consolidata, o comunque una posizione lavorativa stabile, e sapere che Luisa lavora nel pubblico da 23 anni è un’informazione critica, preziosa.

E dal punto di vista di Luisa, è fondamentale capire di avere tutti i requisiti di minima per poter accedere a questo prestito. E sarebbe sicuramente di interesse vedere “messaggi” orientati ai suoi obiettivi.

A lei non interessa comprare un’auto nuova, non cerca futilità. Per lei, Giorgia è una ragione seria. E noi, a qualsiasi livello, dovremo tenerne conto se vogliamo parlarle davvero, toccando le leve giuste per farle capire la nostra soluzione.

Questa è la sola comunicazione che funziona, perché vincono entrambi i protagonisti: l’azienda promotrice di prestiti, perché ora ha un linguaggio chiaro e empatico con cui descrivere i propri servizi, e Luisa, che può così coglierne i benefici concreti, e vedere in essi la risoluzione della propria frustrazione.

Se devi creare un business online, credimi, parti dalle buyer personas.

E se vuoi un metodo semplice su come crearle e sfruttarle per ottenere nuovi clienti, io e Marta vogliamo offrirti un coupon sconto esclusivo del 20% sull’acquisto del corso specifico sulle Buyer Personas.

Lo sconto è valido fino alla mezzanotte del 7 dicembre. Se vuoi approfondire l’argomento è un’opportunità che puoi cogliere che abbiamo creato in esclusiva per questo canale.

Il coupon è tbm-martapellizzi-20. Il corso lo trovi qui.

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